Exilles
Restauro e Recupero funzionale del fabbricato del "Cavaliere"
con inserimento di un nuovo ascensore panoramico

Progettazione
Anno 2005

<<<
Forte_di_Exilless_a_cura_di_Carlo_Pession

2011
Nuova pubblicazione de [FORTE DI EXILLES]
a cura di Carlo Pession

“Il Forte è stato posto in corrispondenza di un restringimento della conca, arroccato su di un blocco roccioso situato tra il torrente e la vecchia strada che sale verso il Monginevro.
Il suo duro aspetto è considerevolmente mimetizzato con l’intorno: le strapiombanti pareti costituite da blocchi di pietra proseguono il naturale profilo della montagna e da questa se ne distaccano solo per le rare aperture sguanciate nelle profonde murature e per la presenza del vallo artificiale che rende la simbiosi tra il costruito ed il suo intorno ancora più assoluta.

Per meglio percepire la particolare atmosfera che si respira accostandosi al Forte, servono le parole con cui Buzzati descrive i sentimenti dei protagonisti nel “Deserto dei Tartari” quando scorge per la prima volta la Fortezza Bastiani: “...Tutto il vallone era già zeppo di tenebre violette, solo le nude creste erbose, a incredibile altezza, erano illuminate dal sole quando Drogo si trovò improvvisamente davanti, nera e gigantesca contro il purissimo cielo della sera, una costruzione militaresca che sembrava antica e deserta. Giovanni si sentì battere il cuore poiché quella doveva essere la Fortezza, ma tutto, dalle mura al paesaggio, traspirava un’aria inospitale e sinistra...”

Dal vasto piazzale ricavato sulla spianata ai piedi del Forte si accede ora ad un varco aperto diagonalmente nella parte inferiore del blocco roccioso. Il passaggio, ampio cinque metri e lastricato con spezzoni di pietra e ciottoli, dopo una cancellata in ferro, si insinua per un breve tratto in una sorta di buia galleria.
Proseguendo si esce di nuovo all’aperto, questa volta percorrendo la base del profondo taglio ricavato nella roccia per raggiungere il corpo degli ascensori di collegamento con il bastione.

Il percorso è di forte suggestione: si cammina in leggera salita sul lastricato in conci di pietra e ciottoli, affiancati dalle due pareti verticali levigate, spanciate verso il basso e cosparse di teste dei tiranti infissi in profondità nei blocchi rocciosi.
Man mano che ci si addentra nella montagna, l’effetto del “camino” strapiombante accentua la sensazione di violare il luogo inaccessibile.
Le pareti laterali di roccia sono illuminate con luci radenti ed una soffusa luminescenza fuoriesce dalla fenditura verso la valle. Salendo gli ascensori in cor-ten e vetro consentono la percezione del movimento mentre il paesaggio angusto della valle si sgrana lungo la breccia.
Dopo il breve tratto scuro corrispondente al piede del muro del bastione di sbarco, si giunge sotto la copertura di un edificio in conci di pietra e lastre ossidate e da qui il percorso prosegue in lieve pendenza verso il cortile del Cavaliere.

Ai primi piani si aprono, con affaccio sul loggiato ad anello che funge da percorso coperto di raccordo, l’alloggio del Comandante e quelli degli ufficiali, le camerate e le celle. Sulle pareti sono conservate le fragili tracce e testimonianze della vita del Forte e dei suoi occupanti, quali sbiadite scritte riportanti alcune regole del vivere militare e, in forte contrasto, singolari coloriture pastello con decorazioni floreali, nostalgiche memorie di un mondo lontano.

Carlo Pession


Forte_di_Exilless_Copertina